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Piracy Digest: notizie per il 2012

2 Gen

Boycott GoDaddy.  Il 22 dicembre, il più grande servizio di web hosting americano, si è schierato a favore di SOPA (Stop Online Piracy Act): il risultato è stato una campagna di boicottaggio che ha spinto milioni di clienti di GoDaddy a trasferire i loro siti su spazi web offerti da altri competitor. Wikipedia, Cheezburger e Imgur hanno già manifestato l’intenzione di levare le tende insieme a altri 16,191 domini. GoDaddy ha chiesto scusa e ha ritrattato le sue posizioni e ora ufficialmente si oppone a SOPA.

Ita. TorrentFreak ha raccolto qualche dato, condiviso da KickassTorrent, sulle parole e le frasi più utilizzate nelle ricerche su BitTorrent durante il 2011. Ita, Franch e 2011 sono i primi tre termini più utilizzati. Al quarto posto Ita DVD e al settimo Italian. Si sprecano le letture: gli utenti non cercano contenuti specifici, ma tipologie di contenuti (in italiano, in francese e recenti); gli italiani sono un popolo di scaricatori, ma aggiungerei anche che, con tutta probabilità, i pirati italiani non parlano l’inglese.

The Beginnig of the End. Business Insider pubblica la lista delle 11 industrie che nel 2011 si sono confrontate con modelli di business innovativi e con i quali dovranno fare i conti se vorranno tener botta nel 2012. Gli esempi più interessanti e legati alle questioni pirata: l’industria musicale  e il passaggio a formule ad abbonamento sul modello di Spotify; l’industria videoludica  con sistemi di streaming come Steam; nuovi servizi di pagamento via mobile come Dwolla e Square; la fine del mercato delle pen USB soppiantato da servizi come DropBox e simili; e per finire, la crescita costante delle piattaforme di crowdfunding. Chi vivrà vedrà…

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The Day the Music Died

25 Ott

Se siete riusciti ad arrivare alla fine del video significa che avete stomaco e ora dovete sapere che quello che avete visto è un esempio di Tecnobrega: un fenomeno musicale che vanta di un modello di business davvero all’avanguardia. Ma dovete anche sapere che “brega” in portoghese significa “di cattivo gusto”, quindi non storcete il naso: qui non si parla di qualità musicale o del presunto valore artistico di un prodotto, qui si parla di come venderlo.

Cos’è il Tecnobrega?

È un genere musicale molto popolare nelle regioni del nord del Brasile in particolare nelle periferie di Belém do Parà. Musicalmente riprende le sonorità tecno, dance, electronic, principlamente degli anni Ottanta, e le mischia con canzoni molto popolari a livello locale. Le radici di questo genere risalgono alle canzoni romantiche degli anni Sessanta rese popolari da un noto show televisivo brasiliano: Jovem Guarda. A metà degli anni Ottanta, il Tecnobrega è stato riconosciuto come genere  specifico dopo la pubblicazione dell’album “Brega-chique, chique-brega” (letteralmente “pacchiano-chic, chic-pacchiano”)  della pop star Eduardo Dusek.

Il Tecnobrega, nei fatti, è un genere musicale che esiste grazie al lavoro di numerosi dj che riutilizzano, remixano, mashano canzoni molto pop e smelense – pacchiane appunto – e vi aggiungono basi e sonorità di derivazione tecno.

Il business del Tecnobrega

La peculiarità del Tecnobrega risiede tutta nel modello di business fondato su una rete di relazioni complesse tra numerosi attori:

– I DJ: il valore di un DJ non sta solo nella sua bravura nel remixare musica brega in stile tecno, ma risiede soprattutto nella sua capacità di creare uno zoccolo duro di fan. L’abilità nella costruzione di una community solida e fedele ha, a sua volta, un valore d’uso centrale nella costruzione di una reputazione vendibile agli organizzatori di Sound System. Il DJ è colui che è in grado di aprire uno spazio di condivisione e di partecipazione all’esperienza Tecnobrega. Infatti, il lavoro dei DJ viene pagato dagli organizzatori dei Sound System e dalle concert hall.

– I venditori ambulanti: ogni anno nella scena Tecnobrega vengono pubblicati più di 400 CD e più di 100 DVD (una major in Brasile pubblica circa 10 dischi all’anno); i CD non vengono venduti nei negozi, ma nelle strade a 3-5$: gli stessi ambulanti che vendono CD piratati vendono anche la musica Tecnobrega grazie a un accorto diretto con gli artisti (DJ e compositori). Questi ultimi non chiedono un compenso dalla vendita delle copie ai venditori ambulanti, ma si impegnano perché i loro disco abbiano una larga distribuzione nei mercatini ai bordi delle strade.

– Sound System: sono il vero fulcro del business del Tecnobrega; sono dei party che si svolgono nelle periferie più povere del Brasile. Il divertimento risiede nelle gare tra Sound System ciò dei baracconi tecnologicamente all’avanguardia che pompano a manetta il Tecnobrega: lo sfoggio tecnologico, la celebrazione dell’impianto più all’avanguardia è la chiave di questi spettacoli. Il tasso di tamarraggine si impenna, ma la costruzione di un evento ad hoc, altamente spettacolare, incentrato sul culto della tecnologia e basato su una condivisione dell’esperienza molto radicata nelle dinamiche di consumo musicale, fa si che il Sound System diventi una vera macchina macina denaro.

– Il pubblico infatti  paga per accedere e  partecipare ai Sound System (circa 15$) dove il merchandising derivato va a ruba. Tra i vari prodotti disponibili ci sono anche  CD e i DVD (5-6$) con contenuti in alta qualità venduti dai DJ e dalle band presenti durante la festa.

Gli sponsor sono un altro tassello chiave nel business del Tecnobrega:  investitori esterni finanziano l’organizzazione e l’implementazione tecnologica dei Sound System e ottengono, come contro partita, una parte dei profitti generati dall’evento. Il Tecnobrega, non a caso, è un’industria multimilionaria.

Il modello di business del Tecnobrega

Il modello di business del Tecnobrega (di Ronaldo Lemos)

La rete del Tecnobrega

Uno degli aspetti più intriganti di questo fenomeno è la totale incuranza dei tradizionali vincoli imposti dalla proprietà intellettuale: all’interno della scena Tecnobrega, la proprietà intellettuale non è rilevante perché non è nemmeno contemplata dagli utenti e non fa parte di quel modello di business. La pirateria è intesa come puro strumento promozionale. I venditori ambulanti confezionano compilation e masterizzano copie di CD senza neanche essere sfiorati dall’idea di compiere un atto illegale. Ciò lascia sorpresi soprattutto se inquadriamo questo fenomeno in un paese come il Brasile in cui la normativa sul copiryght è talmente rigida da non contemplare nemmeno il fair use.

Tuttavia, non si può neanche parlare di pirateria perché nel Tecnobrega la pirateria non esiste: siamo in presenza di un accordo esplicito tra le parti; un accordo davvero sui generis che riformula l’intera catena del valore in campo musicale. Il Tecnobrega mette in sistema una serie di fattori e di attori capaci di dare forma a un ecosistema economico-culturale complesso: Ana Domb Krauskopf suggerisce di abbandonare l’idea di catena del valore e di adottare la metafora della rete del valore per descrivere il fenomeno del Tecnobrea.

Tecnobrega - rete del valore

La rete del valore del Tecnobrega (di A. Domb Krauskopf)

Il modello di business del Tecnobrega si compone di flussi monetari che a loro volta si avvalgono di flussi non monetari (le declinazione specifiche del fandom e del community building) costruiti attraverso un’intesa interazione attraverso i social network.

A value network approach also accounts for elements crucial to the success of the creative industries such as non-monetary transactions and the work of consumers as grassroots intermediaries building fan communities and evangelizing about programs — activities that add value to the products and efforts of content producers.

Più un DJ sarà in grado di costruirsi un’audience attraverso il file sharing e i social network,  più le sue quotazioni saliranno e avrà, di conseguenza, maggiori opportunità di essere ingaggiato da altri team di Tecnobrega. In questo modo il Tecnobrega riesce a fare soldi anche in luoghi ad alto tasso di povertà – regioni dove di solito la pirateria raggiunge livelli rampanti proprio a causa delle condizioni economiche proibitive.

Unlike other music fandoms where participants may obsess over every nuance of a song, within Tecnobrega the social aspects of fandom take precedent. The driving motivator for partecipation within Tecnobrega seems not to be the music itself but the social experience; Tecnobrega audiences use the party environment to connect with each other.

Assegnando alle audience un ruolo centrale nelle dinamiche di circolazione del prodotto, quest’ultimo sembra sparire per dare il via a modelli di business focalizzati sull’immediatezza dell’evento e dell’esperienza.

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La pirateria: tra il globale e il locale

8 Set

Un recente articolo apparso su The Economist, e ripreso nell’ultimo numero di Internazionale, cerca di fare il punto in merito agli effetti della pirateria sulle industrie culturali, con particolare riferimento al settore musicale e a quello cinematografico.

L’indagine dell’Economist non apporta significative novità all’analisi delle conseguenze della pirateria. L’articolo riporta un dato non nuovo, ma di interesse: i livelli di pirateria più rampante si registrano nei cosiddetti paesi in via di sviluppo; tuttavia, all’interno di aree geografiche con tassi di pirateria più contenuti, come quella dell’Unione Europea, si riscontrano variazioni significative da Paese a Paese. Nell’area mediterranea, ad esempio, i pirati lavorano più intensamente.  Continua a leggere