Archivio | settembre, 2011

E’ la distribuzione, baby!

26 Set

Il box-office è solo l’inizio. L’inizio di una catena di mercati di sfruttamento dove piccoli investimenti permettono di aumentare gli introiti derivanti dalla vendita di un film.

L’home video è diventato il principale canale di introiti per gli studios superando di gran lunga il rendimento della sala: il mercato theatrical costituiva, nel 1948, il 100% dei ricavi totali di uno studio; la sua resa si dimezza 1980 attestandosi al 55% dei ricavi totali per poi raggiungere la soglia del 18% nel 2003.

Ogni film è un prodotto a consumo ripetuto cioè una tipologia particolare di contenuto che può essere fruita più volte, soprattutto se in contesti fruitivi dissimili e a costi d’acquisto differenziati. Continua a leggere

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Cosa Ikea e BILLY possono dirci su distribuzione e pirateria digitale

13 Set

Cosa succederebbe se Billy avesse gli sportelli?

Vi giuro che su Techcrunch io Billy non l’avevo mai vista. Lo stesso dicasi per l’Economist. Eppure pare che Ikea e la sua famosa libreria low-cost siano oggi due tra i più potenti interlocutori in fatto di smaterializzazione dei libri cartacei.

Andiamo con ordine. Pare che dal mese prossimo, Ikea lancerà sul mercato una nuova versione della famosa libreria. Come riporta l’Economist:

Next month IKEA will introduce a new, deeper version of its ubiquitous “BILLY” bookcase. The flat-pack furniture giant is already promoting glass doors for its bookshelves. The firm reckons customers will increasingly use them for ornaments, tchotchkes and the odd coffee-table tome—anything, that is, except books that are actually read.

Possono due ante con vetri essere tanto disruptive? – per dirla con gli americani che da qualche tempo hanno eletto questa parola a vero tormentone in terra di new new economy. La risposta è sì. Ed è una questione che va ben oltre la user experience. Se l’oggetto deputato ad accogliere i libri perde la sua prima funzione d’uso per diventare un semplice “ripiano per oggetti”, viene da chiedersi che fine hanno fatto i libri? Se delle semplicissime mensole vengono chiuse da due lastre di vetro, allora il contatto tra uomo e libri, tra lettore e cultura cartacea è irrimediabilmente corrotto? La fine è, né più né meno, quella che è toccata anni fa agli impianti hi-fi e ai bei ripiani in cui raccogliere vinili poi diventati cd e poi ancora bit liberi dal supporto fisico.

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La pirateria: tra il globale e il locale

8 Set

Un recente articolo apparso su The Economist, e ripreso nell’ultimo numero di Internazionale, cerca di fare il punto in merito agli effetti della pirateria sulle industrie culturali, con particolare riferimento al settore musicale e a quello cinematografico.

L’indagine dell’Economist non apporta significative novità all’analisi delle conseguenze della pirateria. L’articolo riporta un dato non nuovo, ma di interesse: i livelli di pirateria più rampante si registrano nei cosiddetti paesi in via di sviluppo; tuttavia, all’interno di aree geografiche con tassi di pirateria più contenuti, come quella dell’Unione Europea, si riscontrano variazioni significative da Paese a Paese. Nell’area mediterranea, ad esempio, i pirati lavorano più intensamente.  Continua a leggere