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Il mio grande, grosso investimento indie

21 Ott

Indiegogo, Kickstarter, Produzioni dal basso, Cineama, Sellaband, Spotus. Cosa sono? e cosa hanno a che fare con la pirateria?

Quella che avete appena letto è una breve (e non esaustiva) lista delle più note piattaforme di crowdfunding, cioè quei siti che permettono di finanziare in modo partecipato e dal basso la realizzazione di qualsiasi tipo di prodotto.

Mi piace il progetto di quel documentario e investo 10 euro per finanziarne la produzione; se altre persone faranno altrettanto il budget necessario per la produzione sarà raccolto, il film entrerà in cantiere e io potrò dire di aver partecipato alla sua produzione. Ogni piattaforma di crowdfinancing ha le sue regole, ma di solito è possibile decidere quanto investire e a ogni investimento corrisponde una riconpensa proporzionale alla quota di denaro donata.

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E’ la distribuzione, baby!

26 Set

Il box-office è solo l’inizio. L’inizio di una catena di mercati di sfruttamento dove piccoli investimenti permettono di aumentare gli introiti derivanti dalla vendita di un film.

L’home video è diventato il principale canale di introiti per gli studios superando di gran lunga il rendimento della sala: il mercato theatrical costituiva, nel 1948, il 100% dei ricavi totali di uno studio; la sua resa si dimezza 1980 attestandosi al 55% dei ricavi totali per poi raggiungere la soglia del 18% nel 2003.

Ogni film è un prodotto a consumo ripetuto cioè una tipologia particolare di contenuto che può essere fruita più volte, soprattutto se in contesti fruitivi dissimili e a costi d’acquisto differenziati. Continua a leggere

La pirateria: tra il globale e il locale

8 Set

Un recente articolo apparso su The Economist, e ripreso nell’ultimo numero di Internazionale, cerca di fare il punto in merito agli effetti della pirateria sulle industrie culturali, con particolare riferimento al settore musicale e a quello cinematografico.

L’indagine dell’Economist non apporta significative novità all’analisi delle conseguenze della pirateria. L’articolo riporta un dato non nuovo, ma di interesse: i livelli di pirateria più rampante si registrano nei cosiddetti paesi in via di sviluppo; tuttavia, all’interno di aree geografiche con tassi di pirateria più contenuti, come quella dell’Unione Europea, si riscontrano variazioni significative da Paese a Paese. Nell’area mediterranea, ad esempio, i pirati lavorano più intensamente.  Continua a leggere