Piracy is everywhere

22 Lug

Piracy is everywhere è il primo commento ad un post che parla di pirateria e videogame. L’articolo è interessante perché fornisce lo spaccato di un fenomeno strettamente legato alla propria realtà territoriale mentre pone l’accento sullo scarto tra etica, economia e cultura – tre dimensioni su cui il fenomeno “piraterie” da sempre si innesta. 

Proviamo a metterne in luce i punti salienti.

SCENARIO (in soli 6 punti)

1. Tra una PS3 e una Xbox 360, molti giocatori scelgono la seconda

2. I motivi della scelta? Il fatto che la Xbox 360 è in grado di far girare i software piratati

3. Il governo, cosciente della piaga che il problema rappresenta, è intervenuto più volte per  arginare il fenomeno ma ha fallito

4. Il fallimento è diretta conseguenza di un fenomeno che supera i confini economici per toccare quelli culturali

5. Non importa quanto la legge si impegni, ad ogni angolo c’è qualcuno che vende materiale pirata

6. Anche solo considerando il punto di vista economico, un videogioco costa in media € 60 (in qualche famoso store anche € 70!). Un dvd solo un paio di euro (al netto del ricarico del rivenditore), un risparmio che vale anche la rinuncia della componente online dell’esperienza videoludica.

FAQ

1. Com’è la qualità dei  dischi masterizzati?

Abbastanza buona da permettere di finire un gioco. Anche nel caso di difetti, il prezzo è così irrisorio da rendere poco problematico l’acquisto di n copie e poi contribuisce a cementificare il rapporto tra cliente/giocatore e venditore

2. Chi compra giochi pirata, si preoccupa del futuro dell’industria?

No, perché l’idea generale è che una tale pratica – vista nella ristretta dimensione di un singolo personale acquisto e non come pratica radicata – non abbia effetti. Il fenomeno è così esteso che nemmeno lo stesso fattore “reddito” non è una variabile determinante: il software pirata attira benestanti e meno abbienti.

3. I dvd masterizzati rovinano le console?

Questa è una credenza imposta da chi combatte la pirateria. Pur ammettendo un certo rischio legato all’uso di supporti non standard, l’ammontare dei danni (nel rapporto costi-benefici) fa pendere la bilancia verso la scelta eticamente deprecabile.

DI QUALE PAESE STIAMO PARLANDO?

Chi non è stato tentato dal cliccare sul link che rimanda all’articolo originale, resterà sorpreso dall’apprendere che quanto detto non attiene all’Italia bensì delle Filippine – per quanto lo scenario risulti perfettamente sovrapponibile.

Qualche giorno fa, Roberto ha scritto a proposito della pirateria come sintomo:

File-sharing is a symptom of a problem, rather than a problem in itself. This problem is the inadequate availability of legal, timly, competitive priced and wide-ranging choices of affordable digital content offerings.

Che poi è il punto su cui Thomas Apperley  costruisce parte del suo lavoro su videogame e risonanza attraverso l’analisi della distribuzione dei contenuti digitali in Venezuela. Nel paese sudamericano, il ricorso a software pirata e la cultura stessa dei contenuti in violazione delle norme del copyright (dalle rivendite illegali agli pseudo “digital café”) sono la risposta all’inadeguatezza distributiva di un’industria che stenta a soddisfare le richieste dei propri consumatori.

Del panorama asiatico, per quanto sicuramente parziale, emerge una realtà diversa in cui termini quali inefficienza o inadeguetezza stentano a venire fuori lasciando invece il posto alla desolante verità del gratis a ogni costo. Se così fosse, quale sarebbe il valore positivo che emergerebbe dall’abuso di contenuti protetti da materiale d’autore? Quali le differenze?

COSA DICONO GLI UTENTI

Cosa si evince dai commenti al post originale? Innanzitutto la pirateria non viene percepita come un semplice atto, ma come la fotografia del posto in cui si vive (parte delle abitudini – “…is where I live” – Verne A.). Ma è anche una forma di resistenza (termine teoricamente obsoleto, ma sempre attuale) rispetto a un sistema percepito come ingiusto (“piracy will stop if original cost the same…” – captain) o entrambi:

Well I am in Davao City Visit my step sisters I seen a lot of people with fake games but I do not blame them for buying it, I would to, Between paying Rent ,food electric bills u barley have enough money to see a movie or buy a game. I set up my my sisters and some of their friends with an R 4 card for the dsi so they can just downlaod the games. and psp has emulators and ps3 someone will find a way to make fake games. but when it comes down to the games most of them are not worth paying $65 bucks here in the us or the 2,800 Pesos in the Philippines. so u can beat the game in 4 hours. that’s why I stick to Rpg games mostly cuz they take time to beat an d get all the secret item and not to mention there are a lot of games that suck ass, and the companies should have a contest every 3 years for normal people to get a chance to submit idea to make a video game. one last thing if you wan to do something about the price you have to get a lot of ppl together sign a petition and boycott games for a few months in order for them to lower it or something. and botleg or fake games or good for those who do not have enough money to keep buying games even fucking used games cost alot why? – Gabriolus

Oppure, un comportamento che impatta  un sistema economico di cui non ci si sente parte – un sistema che lavora su scala globale e che non sa calarsi e tararsi sulle specificità territoriali – e di cui quindi non si subiranno gli effetti:

I personally always buy the original music of local artists in the Philippines. I believe that while piracy may not have as big an impact on foreign companies and artists, it is having a huge negative impact on the local industry. After all, if Filipinos won’t buy original Filipino movies and music, who will?  – Verne A.

Il cerchio si chiude e quello che stentavamo a decifrare torna con forza maggiore. Da una parte un sistema inadeguato. Dall’altro pratiche con un significato e un messaggio ben chiaro. Quindi…buy buy buy! Its our way of pissing off the Capitalist States! haha – the pirate

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2 Risposte to “Piracy is everywhere”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Scaricare gratis è un furto? « Digital Piracy - febbraio 10, 2012

    […] si parla di pirateria bisogna sempre fare attenzione a cosa ci si riferisce. Musica? Film? Videogame? Serie TV? E-book? Software? Sebbene il file-sharing illegale sia un calderone di roba dove si […]

  2. Piratare per ricordare « Digital Piracy - marzo 7, 2012

    […] Piracy is Everywhere (digitalpiracy.wordpress.com) […]

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