Una sola risposta per AGCOM: non costringetemi a rubare

7 Lug

Ormai lo sanno tutti, l’Agcom, il 6 luglio, ha approvato il nuovo testo sulla tutela del diritto d’autore. La notizia di una nuova disciplina in materia di proprietà intellettuale ha innescato un acceso dibattito on line. A sostegno della proposta dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si sono schierati – chi l’avrebbe mai detto!? – FAPAV, Confindustria, SIAE, FIMI  e il governo americano, mentre il fronte del no contro la cosiddetta  legge bavaglio ha mobilitato l’intera Rete con un passaparola che ha visto in prima linea, tra i tanti, Guido Scorza, Riccardo Luna, Luca De Biase, Richard Stallman e David Weinberger.

Alla fine della fiera, cosa ha approvato l’Agcom?

In sostanza, la proposta nata con l’unico scopo di abbattere ogni forma di pirateria on-line, non interverrà sui siti che:

  • non hanno finalità commerciale o scopo di lucro;
  • esercitano il  diritto di cronaca, critica e commento;
  • ricorrono a materiale coperto da diritto d’autore per uso didattico e scientifico;
  • riproducono parzialmente, per quantità e qualità, un opera dell’ingegno.

Rimangono comunque aperte alcune questioni:

C’è una forte responsabilità a carico dei provider (per via degli avvisi), che potrebbero oscurare lo stesso il sito per evitare che poi la magistratura li consideri corresponsabili della violazione del copyright. Agcom inoltre intende mandare una segnalazione al governo, dai contenuti ancora non definiti; una delle possibilità è che chieda nuovi strumenti per agire contro i siti esteri.

Il polverone causato dall’intervento dell’Agicom mi è sembrato, più che altro, un’occasione mancata per ripensare radicalmente la posizione delle industrie culturali nei confronti della pirateria digitale.

Tra le proposte volte a una riconfigurazione del diritto d’autore nei mercati digitali, segnalo quella di  Stefano Quintarelli:

  • i beni digitali devono essere ottenibili e  fruibili su ogni dispositivo: per evitare abusi e creazione di monopoli se chi fornisce il contenuto è lo stesso soggetto che gestisce la rete di distribuzione o che produce l’hardware
  • ogni bene digitale si deve portare dietro la propria licenza d’uso: così si può sapere se è un Creative Commons, o una copia privata di qualcuno o un oggetto venduto da qualcuno o un oggetto nel pubblico dominio, ecc.

Resta il fatto che una delle alternative più efficaci e audaci da proporre all’Agicom è quella sottoscrittada quasi 18.000 persone che chideono di non essere costrette a rubare e che a tal fine hanno solennemente firmato il manifesto anti-pirateria Don’t Make Me Steal.

I cinque punti su cui si fonda la proposta sono:

  1. Prezzo: trasparenza; differenziazione in base al tipo di delivery e alla “freschezza” del film; riduzione dei prezzi rispetto agli attuali;
  2. Lingue: contenuti multilingua oppure possibilità concessa ai fansubber di sottotitolare film e serie tv;
  3. Vantaggi: immediata accessibilità; assenza di pubblicità;
  4. Date di uscita e disponibilità: release date sincronizzata a livello globale;
  5. Diritti: trasparenza d’uso; contenuti multipiattaforma.
L’alternativa individuata dal manifesto si basa sulla convinzione che la pirateria sia una scelta inevitabile, almeno per una buona fetta di amanti del cinema e delle serie TV:
Siamo convinti che i distributori siano leggermente fuori strada. Ci vedono come dei nemici. Ma non lo siamo! Noi li amiamo i film! E la maggior parte di noi capisce che i film hanno un costo da sostenere.
Ci siamo accorti che siamo tutti in difficoltà con l’attuale scenario della distribuzione dei contenti, troviamo difficoltà nel procurarci i film che vogliamo vedere legalmente e pensiamo che potrebbe essere tutto molto più facile.
Osservazioni quasi scontate che dovrebbero però far riflettere sul senso della pirateria; anche Agcom e compagnia bella, ancora convinti che oscurare e impedire l’accesso a siti di file-sharing sia l’unica soluzione possibile per contrastare il download illegale.
Chi vuole può sottoscrivere il manifesto collegandosi al sito www.dontmakemesteal.com. Firmando la petizione ci si impegna a non scaricare contenuti audiovisivi illegalmente se esisterà un’alternativa legale che rispetta le linee guida indicate dal manifesto.

Promettete anche voi?

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3 Risposte to “Una sola risposta per AGCOM: non costringetemi a rubare”

  1. Luigi Ferrara luglio 8, 2011 a 7:26 am #

    E finalmente qualcuno se ne accorge 😀 è da gennaio che ho tradotto il manifesto in italiano e l’ho fatto inserire sul sito ufficiale. Il governo francese tra l’altro lo sta prendendo seriamente in considerazione

    • yurg luglio 8, 2011 a 12:26 pm #

      Come avrai capito, anche da queste parti sosteniamo don’t make me steal… Curiosa la mossa del governo francese. Hai informazioni più specifiche? Le condividi con noi?

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  1. Scaricare gratis è un furto? « Digital Piracy - febbraio 10, 2012

    […] ad avere contenuti gratuiti è dilagante. Le soluzioni sono due: chiamare la finanza oppure creare esperienze di consumo capaci di soddisfare le esigenze degli utenti. Puntare su un vasto parco titoli. Farlo subito, non dopo. Fornire contenuti multilingua. […]

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